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Parrocchia di San Venanzio

L’imponente basilica di San Venanzio fu edificata nel XII secolo sul sedime di una precedente chiesa edificata nel luogo del martirio del santo. A partire dal XIII secolo la chiesa acquistò importanza e venne elevata a collegiata. Rimaneggiata più volte nel corso dei secoli, fu radicalmente ricostruita nel secolo XIX, all’indomani del terremoto del 1799. La basilica sorgeva al tempo fuori dalle mura e oggi si trova sul margine del centro storico nel quadrante nord-est. L’edificio è posto sulla direttrice nord ovest-sud est con presbiterio rivolto a oriente. Il prospetto neoclassico è costituito da un pronao retto da sei colonne sulle quali appoggia il timpano con cornici dentellate. La facciata della basilica medievale è arretrata di circa dieci metri e al centro è ornata di un bellissimo portale con colonne tortili alternate a pilastri poligonali. Nella lunetta sopra l’architrave è fissato un gruppo scultoreo, privo oggi della statua a destra del Santo Patrono Venanzio. Sopra il portale campeggia il rosone a due cerchi concentrici scanditi da colonnine. Sul lato destro della facciata si innalza il campanile.

Oggi è la più grande chiesa riaperta dopo il sisma del 2016 grazie alla generoso restauro della Fondazione Arvedi-Buschini di Cremona.

San Venanzio martire

Si rimane meravigliati di fronte all’enorme ed antichissimo culto tributato a questo santo martire, a Camerino come in tutta l’Italia Centrale. Come pure si rimane interdetti alla lettura dei martirî subiti; Venanzio giovanetto di quindici anni apparteneva ad una nobile famiglia di Camerino, fattosi cristiano, lasciò tutte le comodità in cui era vissuto ed andò a vivere presso il prete Porfirio. 

Venne ricercato dalle autorità pagane della città e minacciato di tormenti e di morte se non fosse ritornato al culto degli dei, in esecuzione degli editti imperiali. Venanzio adolescente per età, ma dalla forte personalità per la fede ricevuta, si rifiuta e quindi viene sottoposto a flagellazioni, pene di fumo, fuoco, eculeo (cavalletto), ne esce sempre incolume e per questo raccoglie conversioni fra i pagani curiosi e gli stessi persecutori. 

Resta imprigionato e viene ancora tormentato con i carboni accesi sul capo, gli vengono spezzati i denti e mandibola, gettato in un letamaio, Venanzio resiste ancora, allora viene dato in pasto a cinque leoni affamati, ma questi gli si accucciano inoffensivi ai suoi piedi. 

Ancora incarcerato, può accogliere ammalati di ogni genere che gli fanno visita ammirati ed imploranti, ed egli ridona a loro la salute del corpo e dell’anima, convertendoli al cristianesimo. Ormai esasperato, il prefetto della città lo fa gettare dalle mura, ma ancora una volta lo ritrovano salvo, mentre canta le lodi a Dio. 

Viene legato e trascinato attraverso le sterpaglie della campagna e anche in questa occasione opera un prodigio, facendo sgorgare una sorgente da uno scoglio per dissetare i soldati, operando così altre conversioni. 

Alla fine, il 18 maggio del 251, sotto l’imperatore Decio o nel 253 sotto l’imperatore Valeriano, viene decapitato insieme ad altri dieci cristiani.

Festa liturgica: 18 maggio.

Foto

Alcune foto della Basilica